Un piedistallo chiamato cattedra

L’uomo ha sempre avuto bisogno di guide da seguire e di esempi da dover imitare, pensiamo alle istituzioni politiche, religiose e locali, le star del cinema, i propri genitori, gli insegnanti e i propri avi;ma coloro che ci aiutano a crescere e ad entrare preparati nella società, sono senza dubbio gli insegnanti.

Essi sono i fari delle isole della cultura, coloro che possono lanciare le generazioni verso il futuro, persone in grado di prendere delle erbacce e trasformarle in stupendi tulipani variopinti; però in un campo di girasoli cresce anche la gramigna, infatti non sempre questi luminosi fari si accendono correttamente, oppure non si accendono del tutto; quel genere di insegnanti sono coloro che si definiscono ‘’professori’’, pozzi di scienza senza fine, da loro puoi studiare di tutto, dalle date fino alle nozioni più specifiche, ma sfortunatamente non riescono ad insegnare, infatti, essere professori, non rende in automatico degli insegnanti, i professori sono coloro che dall’alto del loro sapere riempiono il mondo con dottrine, nozioni e informazioni sufficienti da far sollevare anche una dozzina di hindenburg, gli insegnanti sono coloro che su una mongolfiera tengono viva la fiamma, si occupano della direzione e cercano posti incantevoli sui quali atterrare; questo divario è accentuato da quel diabolico soglio chiamato cattedra, un trono che può o avere delle radici o dei cuscini di cachemire.

Al giorno d’oggi i metodi ed i modi di insegnamento sono considerevolmente cambiati rispetto al passato, eppure, alcuni si ostinano con i vecchi e barbosi metodi ortodossi e retrogradi che tutta la comunità pedagogica sperava di aver eliminato, ma purtroppo gli alunni devono sottostare a questi trogloditi che ritengono il sapere un fattore meramente elitario, qualcosa al quale pochi possono attingere e che, pur di mantenere il sarcofago intatto, eliminano in itinere gli scarafaggi.

La scuola è come un microcosmo, e in questo ogni cosa ha il suo equilibrio, il suo preciso scopo, ma quando questo sottilissimo filo di stabilità viene tagliato allora tutto fallisce, gli studenti falliscono, ma prima ancora gli insegnanti, coloro che dovrebbero essere i tedofori delle olimpiadi della cultura, si ritrovano a fallire come professori, insegnanti e come persone.

Al mondo servirebbero più insegnanti e meno professori…

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