A 10 Anni da Fukushima dai-ichi

In molti si ricordano del disastro dell’11 settembre che colpì il ‘’cuore della democrazia’’, ossia quando le torri gemelle furono al centro dell’attacco terroristico più plateale di sempre; ma in quanti si ricordano l’11 marzo del 2011, quando di fronte alla potenza della natura nemmeno la precisione del popolo nipponico ha saputo tener testa?

Sto parlando dello tsunami che provocò l’esplosione dei reattori 1; 2 e 3 alla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone; anche a distanza di 10 anni, quella centrale comporta ancora dei rischi enormi per tutto l’arcipelago nipponico, ma come mai e perché nessuno ne parla più così tanto al giorno d’oggi? E perché vengono ricordati solo disastri come Chernobyl oppure l’assalto al World Trade Center?

Tutto comincia l’11 marzo del 2011 quando un violentissimo terremoto scuote il Giappone, il quale essendo abituato a questo tipo di eventi, non ha alzato l’allerta per le scosse, bensì per l’imminente tsunami che stava per abbattersi sulla costa orientale dell’isola maggiore; i danni sono incalcolabili, ma ancor più devastante è la perdita umana, infatti l’acqua e detriti non hanno risparmiato nessuno. Il peggio però doveva ancora avvenire…

La centrale nucleare di Fukushima dai-ichi subì un violento impatto da parte dello tsunami: i reattori 1, 2 e 3 subirono gravi danni ai sistemi di raffreddamento alimentati a diesel, mentre i reattori 1 e 4 subirono delle violente esplosioni che frantumarono la copertura in cemento armato esterna, gli impianti di raffreddamento si guastarono in poco, così da impedire all’acqua di arrivare al nocciolo; l’area circostante fu subito evacuata, creando circa 184 mila sfollati. La TEPCO, ossia il garante per l’energia in Giappone, ammise solo in un secondo momento che gli operatori della centrale non avevano effettuato tutti i controlli antisismici necessari, inoltre sempre solo in un secondo momento, l’agenzia mise davvero in luce la gravità del problema; la stessa società si scusò profondamente con tutti i cittadini per i danni arrecati. Ma non fu solo errore umano, infatti gli impianti nucleari nipponici, sono tutti di fabbricazione americana, e fu solo  grazie alla rottura della camera di decantazione del reattore numero 1,  che l’acqua è riuscita a sommergere il nocciolo, impedendone la fissione; ma lungi da noi glorificare gli americani, furono loro a costruire gli impianti, loro a scaricare la completa colpa sul Giappone e sempre loro a sminuire i fatti, rendendo oggigiorno il disastro di Fukushima pari ad un semplice tamponamento stradale! Ma il cerchio non si chiude qui, infatti giorni dopo i francesi, leste volpi dal pelo lucido, proposero al Giappone le loro centrali nucleari, osannandole sminuendo quelle di fattura americana. Ma la verità è che oggigiorno nessuno si ferma a ricordare quel disastro, nessuno si ferma a riflettere o a rendere omaggio alla memoria dei defunti.

Per molti l’11 marzo è un giorno come un altro, ci si alza, ci si prepara, si vive e si ritorna a dormire; ma vorrei che questo 11 Marzo, ci fermassimo un secondo dal ‘’vivere’’ e ci ricordassimo che a fronte delle disgrazie, si dovrebbero solo pesare le macerie e non i corpi.

Giovedì 11 Marzo, a dieci anni dal disastro di Fukushima dai-ichi,  FERMATI, e RIFLETTI, poiché è un TUO essenziale dovere.

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