Il sogno in Shakespeare, Inception e Nightmare

Che cosa sono i sogni? Difficile rispondere. Per ognuno i sogni possono significare qualcosa di diverso e possono essere più o meno determinanti nelle decisioni prese nella vita reale. Ognuno ne ha una percezione diversa e sogna cose diverse. Non sono mancate le opere letterarie e cinematografiche che hanno parlato di questo argomento, proponendo visioni diverse del sogno e del mondo onirico. Scegliendo di analizzare tre diverse concezioni di sogno, ricavate da alcune delle opere più significative sull’argomento, si può riflettere su come pensare e valorizzare i propri sogni, su quanto è possibile apprendere da essi e in che misura essi possono influenzarci.

Una prima concezione di sogno degna di nota è quella di Shakespeare. Egli utilizza in diverse opere un’atmosfera onirica, spesso dovuta a un’ambientazione notturna e all’intervento della magia, in grado di confondere i personaggi. L’opera più esemplificativa di ciò è la commedia Sogno di una notte di mezza estate, in cui quattro giovani, fuggiti in una foresta perché i genitori erano contrari al loro matrimonio, cadono vittima di un incantesimo ad opera delle creature magiche presenti nella foresta. Ne consegue uno stato di confusione al limite tra sogno e realtà, che rende i personaggi protagonisti di diverse peripezie. Al risveglio percepiscono quanto successo nella foresta come un sogno e risolvono i problemi che avevano coi genitori e tra di loro proprio perché il presunto sogno li aveva uniti, facendo loro mettere da parte le divergenze.

Un altro esempio di “sogno magico” si trova nell’Amleto ed è l’apparizione del defunto padre di Amleto al figlio. Il padre rivela ad Amleto chi lo ha ucciso e questi decide di vendicarlo. Tutta l’opera ruota intorno alla vendetta di Amleto, dovuta proprio alla visione onirica.

In entrambi i casi, quindi, il sogno viene concepito come elemento determinante e influente nelle decisioni prese nella vita reale, poiché nelle opere shakespeariane esso appare come una rivelazione e talvolta una premonizione, a cui i personaggi fanno affidamento e su cui basano le proprie azioni in modo consapevole. Il sogno è il motore delle azioni intraprese nel mondo reale.

Il sogno, però, nella maggior parte dei casi non è vissuto consciamente. Nel film di fantascienza Inception, diretto da Christopher Nolan, i personaggi riescono a entrare nei sogni delle persone al fine di rubare loro informazioni segrete e personali. In questo riescono solo se il subconscio della persona che sogna non si accorge di loro. Ma la missione principale del film è ben più difficile: il protagonista deve praticare un innesto, ossia deve impiantare un’idea nella mente di un’altra persona, entrando nei suoi sogni e suggerendogliela in modo tanto convincente da farla passare per un’idea genuina, pensata in modo autonomo dal sognatore.

I protagonisti, per fare ciò, costruiscono un sogno con tre livelli di profondità (un sogno dentro il sogno e un terzo sogno dentro gli altri). Nel film, inoltre, è presente il concetto di limbo, luogo talmente profondo da essere difficilmente distinguibile dalla realtà.

In Inception, dunque, il sogno diventa un inganno, da cui si può essere influenzati inconsapevolmente, come nel caso in cui un innesto abbia successo e al risveglio si pensi qualcosa di diverso da ciò che si pensava prima di addormentarsi; oppure, soprattutto se profondo, può diventare sostituto illusorio della realtà come nel caso del limbo. Il sogno ha una natura enigmatica, può essere consigliere ma anche truffatore e sta al sognatore decidere come interpretarlo.

Il sogno, infine, può essere anche incubo. Nel film horror Nightmare – Dal profondo della notte, diretto da Wes Craven, i protagonisti, nei loro sogni, sono infestati da un’entità malvagia, l’assassino Freddy Krueger. Quest’ultimo, uccidendo nel sogno, è in grado di uccidere nella realtà, per cui, se ci si addormenta, si rischia di morire.

Il sogno, in quanto incubo, diventa una trappola, un luogo in cui si manifestano le proprie paure, che prevalgono sul resto perché nel sogno si è indifesi e soli con il proprio subconscio. Si è dominati dalle proprie ansie, che dal mondo reale entrano in quello onirico.

Ciononostante, è possibile anche ribellarsi e affrontare queste paure, partendo proprio dal sogno per poi farlo nella realtà, come cercano di fare i personaggi del film. Dopotutto esistono anche i sogni lucidi, in cui il sognatore può controllare il sogno in quanto consapevole di stare sognando.

L’elemento comune di queste tre concezioni di sogno è il rapporto che esso ha con la vita reale: il sogno si riferisce in tutti e tre i casi al mondo reale e vuole dire qualcosa su di esso, cercando di avvertire, influenzare o assoggettare il sognatore. Perciò sta a noi interpretarlo e decidere come utilizzare il suo eventuale insegnamento nella vita reale. Magari è come dice il mago Prospero ne La Tempesta di Shakespeare: “Noi siamo della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni”.

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