Filippo Mountbatten – Duca di Edimburgo

è con profonda tristezza e rammarico, che il 9 Aprile del 2021, Sua Maestà la regina Elisabetta II annuncia la scomparsa del principe consorte Filippo di Edimburgo.

Quest’anno ha portato via speranze e sogni a tutti, chi per colpa della pandemia, chi per altre aggravanti, nessuno si sarebbe mai aspettato un anno del genere, se non solo in tempi remoti; la morte di Sua Altezza Reale il principe Filippo ha inferto un colpo sanguinolento nel cuore non solo dei Britannici, ma del mondo intero.

Nato come principe di Grecia e Danimarca, si arruolò nella marina inglese durante la seconda guerra mondiale; incontrò l’amore della sua vita, la regina Elisabetta II a 17 anni, e da allora rimasero sempre insieme, sebbene i trascorsi da don Giovanni del principe erano ben noti alla giovanissima erede al trono.

Quando nel 1952 Elisabetta prese il posto del padre come Regina del Regno Unito, Il Duca ha sempre svolto il suo ruolo in maniera impeccabile, stando sia un passo indietro rispetto alla consorte, ma portando una ventata di innovazione e anticonformismo; ricordiamo le sue battute spesso pungenti poco politically correct e gli sguardi maliziosi nei confronti di ballerine e altre donne. Filippo di Edimburgo è sempre stato la roccia di Buckingham Palace, sostenendo Sua Maestà in ogni difficoltà e in ogni gioia, si pensi alla disgrazia di Lady Diana, oppure al recente strappo tra i principi ereditari; Il principe consorte è sempre stato in grado di portare armonia e pace, anche se la tempesta infuriava, ma il suo carattere era fermo e deciso, a volte anche un po scorbutico, ma sempre sorridente.

Il principe Filippo non è deceduto a causa del Covid-19, bensì di vecchiaia, subì un intervento al cuore non molte settimane addietro, ma il suo decesso è stato sereno.

Sarà seppellito nel perimetro del castello di Windsor, dove, a causa proprio dell’emergenza Covid-19, lui e Sua Maestà risiedevano.

Quest’anno ci ha aperto gli occhi su come non muore solo chi non può accedere alle cure o chi si trova in situazioni di disagio, ma come tutti, nessuno escluso, può essere toccato dalla tetra mano di Thànatos.

Ma la morte non può portare via i ricordi, per questo essi rimangono indelebili nella nostra memoria, nelle nostre azioni e nelle nostre parole, proprio per far vivere in eterno, coloro che eternamente vivono.

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