Il viaggio come scoperta di sé: dall’Odissea ai road movie

L’uomo è sempre stato attratto da ciò che non conosce. Un modo per scoprire cose nuove è quello di viaggiare, che permette di entrare in contatto con culture diverse. Ma, andando oltre questo aspetto, il viaggio può essere un’occasione per crescere e maturare personalmente e scoprire, oltre che una nuova cultura, anche se stessi.

In un viaggio, l’incontro con l’esotico, con l’inusuale, permette di svelare una parte di sé che altrimenti rimarrebbe nascosta oppure di formare questa parte grazie agli insegnamenti che si apprendono. Per analizzare concretamente questi aspetti, possono essere d’aiuto alcune delle opere più celebri sull’argomento del viaggio, che, in quanto classici, hanno molto da dire.

La prima opera significativa è sicuramente l’Odissea di Omero, con il famosissimo viaggio di Ulisse. Dopo aver combattuto dieci anni nella guerra di Troia, Ulisse vorrebbe tornare in patria a Itaca, ma è costretto a vagare per altri dieci anni per mare a causa di una serie di peripezie. Nel suo lungo viaggio, incontra una vasta gamma di personaggi che hanno tutti qualcosa da insegnargli.

Sicuramente i vari ostacoli che deve affrontare gli permettono di esercitare la sua astuzia come mai prima, nonché la sua fedeltà alla moglie. Ma gli insegnamenti che porta il viaggio sono anche di natura spirituale, come ad esempio l’incontro con l’anima di Achille nell’Ade, che gli rivela una verità insospettata: Achille, che sulla Terra era disposto a morire in battaglia, ora rimpiange la vita. Il guerriero ha compreso che essa era molto più preziosa di quanto pensasse e si è reso conto di averla sprecata per un ideale effimero come quello della gloria in battaglia, che nella morte ha perso di senso.

Altra storia universale sul tema del viaggio è la Divina Commedia. Il viaggio di Dante è allegorico: vuole simboleggiare il percorso da intraprendere per ritrovare la retta via, che il poeta aveva smarrito abbandonandosi al peccato. Il suo viaggio fino in Paradiso, al cospetto di Dio, deve prima passare per l’Inferno e per il Purgatorio, dove, incontrando i dannati, ha modo di osservare e riconoscere i peccati – e le relative pene – così da poterli evitare in vita. L’intero viaggio si riferisce così anche al lettore, a cui Dante racconta la sua esperienza con intento pedagogico. Il poeta può infatti considerarsi rinato, e lo stesso vorrebbe per il resto dell’umanità.

Tra i tanti incontri di Dante, compare proprio Ulisse. L’Ulisse dantesco racconta della sua tragica disfatta dopo aver provato ad oltrepassare le Colonne d’Ercole, considerate il limite del mondo. Ulisse è stato spinto a compiere tale impresa dal suo desiderio di conoscenza. Anche se è arrivato dove non doveva, sfidando Dio (e perciò si trova ora all’Inferno), per Ulisse “seguir virtute e canoscenza” è il fine ultimo dell’uomo, il senso della vita, motivo per cui la sua era un’impresa fondamentale per l’umanità intera.

Per portare invece qualche esempio più moderno, inerente al mondo del cinema, si può prendere in considerazione un particolare genere di film, ovvero i road movie, film che hanno un viaggio alla base della trama.

Il road movie più celebre ed emblematico è Thelma & Louise, diretto da Ridley Scott e icona degli anni ‘90. Le due protagoniste vogliono fuggire dalla vita di tutti i giorni, che percepiscono come monotona e opprimente, intraprendendo un viaggio in auto per sentirsi più libere.

Durante il viaggio, scoprono una parte di loro che non sapevano di avere. Dopo che Louise spara a un uomo che aveva aggredito Thelma, infatti, le due amiche diventano criminali in fuga. Thelma in particolare, che era sempre stata abbastanza quieta, è ora capace di commettere una rapina per rimediare dei soldi. Questa nuova parte di lei, in realtà, è sempre stata presente nel profondo, ma era rimasta sopita. Questo perché il film insegna che vivere la stessa vita è limitante e inibisce la propria vera personalità. La routine può diventare una trappola che ha come conseguenza quella di uniformare la propria esistenza, che diviene sempre identica a se stessa e quasi artificiosa. Si è privati della possibilità di mettersi alla prova in qualche modo. L’essenza del viaggio sta quindi nella svolta che esso può dare alla quotidianità favorendo l’avventura.

E road movie può essere considerato anche Tre uomini e una gamba, l’iconico film del trio di Aldo, Giovanni e Giacomo. Quest’ultimo deve raggiungere sua moglie perché devono sposarsi, ma il viaggio gli permette di scoprire cosa vuole veramente. Dopo aver incontrato una persona nuova, di cui si innamora, Giacomo decide di disertare il suo matrimonio e seguire la strada che lo renderebbe realmente felice, vale a dire stare con la sua nuova amata.

Tutto questo perché, come sostiene un proverbio cinese: “Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita”.

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